VALUTAZIONE BIOMECCANICA DELLA CORSA

VALUTAZIONE BIOMECCANICA

 L’analisi del movimento consente di analizzare: 

  • parametri biomeccanici, cioè permette di scomporre ogni componente della postura adottata durante la corsa;
  • paramenti cinetici così da poter ottenere una corsa più economica dal punto di vista energetico e sicura per quanto riguarda la prevenzione verso infortuni.

Il risultato dell’analisi è una corsa più efficiente e, considerato che un corridore amatore passa in media 3 mesi su 12 in infortunio, con una riduzione della probabilità d’infortunio importante. 

La differenza fondamentale tra la corsa e la deambulazione è la presenza della fase aerea (di sospensione). Durante questa fase, assente nella normale deambulazione, nessun piede rimane appoggiato a terra. Per un breve periodo di tempo il nostro corpo si trova pertanto “in fase aerea” rispetto al terreno. Inoltre nella corsa l’appoggio del piede a terra non avviene in sequenza tallone-avampiede come nella deambulazione. E’ l’avampiede, e più precisamente la parte esterna metatarsale a prendere contatto con il suolo in modo da assorbire l’impatto e sfruttare contemporaneamente l’azione dei muscoli estensori (il cosiddetto “stiffness”). Una corretta tecnica di corsa preveder il controllo dei diversi segmenti corporei:

  • la testa (va mantenuta eretta, in linea con il corpo)
  • il busto (deve essere leggermente inclinato in avanti)
  • il bacino (non deve essere arretrato rispetto al busto)
  • le braccia (devono avere un angolo gomito – avambraccio di circa 90 gradi)
  • i piedi (in assetto corretto)

La tecnica della corsa può essere suddivisa in due fasi distinte: la fase di appoggio singolo (che ha inizio con il contatto del piede al suolo e termina con il movimento di piegamento/estensione dell’arto in appoggio) e la fase aerea (che è caratterizzata dal movimento di recupero degli arti inferiori per garantirne la giusta alternanza).

FASE DI APPOGGIO

La fase di appoggio singolo (il contatto al suolo) può essere distinta in tre momenti:

a) Momento di ammortizzazione, cioè la presa di contatto del piede sul terreno ed ammortizza l’impatto grazie all’azione del tricipite surale; durante questa fase viene sfruttata appieno la componente reattivo-elastica del piede. Il piede di appoggio si trova avanti al baricentro del corpo. Il muscolo quadricipite femorale, nel suo insieme, contribuisce nell’attenuazione l’impatto del piede a terra;

b) Momento di sostegno singolo. È l’avanzamento lineare ed orizzontale del bacino; in questa fase il piede si trova perfettamente in asse con il baricentro; i muscoli si contraggono isometricamente per mantenere la stabilità del corpo.

c) Momento di raddrizzamento – estensione (fase di spinta). Consiste nel raddrizzamento dell’arto in appoggio, il quale produce l’impulso necessario per l’accelerazione del distacco del piede dal terreno. Il piede si trova dietro al baricentro; i muscoli sfruttano la loro forza di tipo elastico e reattivo (“stiffness”) per proiettare in avanti il corpo (avviene quindi la distensione della gamba). La fase di spinta inizia dai muscoli del bacino, più lenti ma potenti, si continua con i muscoli della gamba e termina con i muscoli del piede. I muscoli del bacino e del tronco agiscono come stabilizzatori durante tutto il movimento (retto dell’addome, obliqui interni, obliqui esterni, sacrospinale e lunghissimo del dorso, quadrato dei lombi, gran dorsale). Anche nella corsa, similmente al cammino, il muscolo soleo, è quello che, insieme al grande gluteo, contribuisce maggiormente alla genesi del movimento.

La fase aerea non è meno importante. In questa abbiamo il recupero degli arti inferiori per l’alternanza della loro funzione. Durante l’azione della corsa, gli arti superiori oscillano in coordinazione con il movimento delle gambe. Il busto, sia in fase aerea, che in fase di contatto, rimane in leggera flessione e inclinato in avanti.

 

PRONAZIONE E SUPINAZIONE

Nella corsa così come durante la camminata l’assetto dei piedi è parallelo ed orientato in linea con la direzione di avanzamento. Nella corsa inoltre l’appoggio del piede a terra non avviene in sequenza tallone-pianta-avampiede come nella deambulazione, ma è la parte esterna, metatarsale, a prendere contatto con il suolo in modo da assorbire l’impatto e sfruttare contemporaneamente l’azione ammortizzante svolta dai muscoli estensori (tricipite surale e quadricipite femorale). Una tecnica corretta permette di avere il massimo rendimento energetico (efficacia dell’azione) e prevenire gli infortuni.

Il corretto assetto e posizionamento dei piedi durante la corsa o la camminata è perciò fondamentale sia per l’efficacia dell’azione sia per prevenire eventuali infortuni e traumi.

La Pronazione

La Pronazione avviene quando il piede ruota eccessivamente all’interno, subito dopo la prima fase di contatto con il terreno. Questo momento è chiamato contatto iniziale, e fa parte della fase di appoggio del ciclo di deambulazione. E’ un movimento naturale che aiuta a ridurre la tensione articolare. Quando si corre la pronazione aiuta ad ammortizzare il contatto iniziale, senza di essa, lo shock dell’impatto col terreno verrebbe totalmente trasmesso alle gambe, rendendo la normale meccanica degli arti inferiori meno efficace. Oltre ad ammortizzare, la pronazione aiuta anche il piede a riconoscere su quale tipo di terreno ci si muove, stabilizzando e regolando il piede al tipo di terreno. Non è un difetto, ma influisce sul modo in cui si corre e può aumentare la probabilità di lesioni. La naturale pronazione diviene un fattore importante nella scelta della scarpa. Le calzature da running oggi sono progettate specificamente per diversi livelli di pronazione. Al momento dell’ acquisto delle vostre scarpe da corsa, il grado di pronazione è un fattore che non va trascurato. Il modo migliore per scoprire se un atleta prona è quello di consultare un esperto che effettuerà un analisi del cammino per poi consigliare il modello più adatto. Può essere utile far vedere il vecchio paio di scarpe, il loro stato di usura dà un’ indicazione di quanto e di come si prona. L’analisi di altri elementi oltre la pronazione, come il peso del podista, svolgono un ruolo nella scelta della scarpa migliore. Le scarpe di un pronatore mostreranno un’ usura accentuata sul lato interno del tallone e sotto la pianta del piede, in particolare nell’area dell’ alluce. I Pronatori dovrebbero prendere in considerazione l’uso di scarpe con massimo sostegno o di scarpe ammortizzate e strutturate. Scarpe ammortizzate e strutturate forniscono un certo grado di stabilità e ammortizzazione, mentre le scarpe con il massimo sostegno sono le scarpe più stabili che si possono trovare. Le scarpe da corsa di entrambe le categorie, aiutano i piedi dei podisti a distribuire l’impatto della corsa in modo più efficace.

La Supinazione

La “sotto pronazione”, nota anche come supinazione, si verifica quando il piede non prona. Il lato esterno/laterale del tallone tocca terra con un angolo maggiore, e non avviene né poca né alcuna pronazione, con conseguente trasmissione di traumatici shock alla parte inferiore della gamba. Questo caricamento laterale del piede continua per tutta la fase di contatto della rullata durante la corsa incidendo sull’efficienza del gesto (passo).

I supinatori possono avere un eccessiva usura nella zona del tacco esterno delle loro scarpe, e la parte superiore della tomaia può risultare leggermente piegata verso l’esterno. Poiché i supinatori tendono ad essere più sensibili agli shock della corsa, come fratture da stress, dovrebbero scegliere una scarpa neutra con grande ammortizzazione. La maggior ammortizzazione aiuterà le articolazioni a sopportare il ripetersi delle fasi d’impatto del piede con il terreno. I supinatori dovrebbero evitare di utilizzare scarpe con l’intersuola a doppia densità.

Un eccesso di supinazione (ipersupinazione) puo’ provocare la sindrome della bandeletta tibiale, l’infiammazione del tendine di Achille e la fascite plantare.

 

PRINCIPALI PATOLOGIE

La sindrome della bandelletta tibiale (più correttamente, ileotibiale), nota anche come ginocchio del corridore, sindrome da frizione o sindrome della benderella ileotibiale, è un processo di tipo infiammatorio a carico della zona ileotibiale che è l’ultimo tratto della fascia femorale (o fascia lata), quella che riveste i muscoli superficiali della coscia. La sindrome della bandelletta ileo-tibiale può essere considerata, sostanzialmente, una sindrome da sovraccarico le cui cause possono essere fatte risalire al concorso di fattori predisponenti e di condizioni di tipo sportivo. Si manifesta nei podisti.

La tendinopatia del tendine d’Achille è un problema che coinvolge generalmente quegli atleti che praticano discipline sportive in cui è presente la corsa. Si tratta, sostanzialmente, di un’affezione caratterizzata da talalgia (dolore, talvolta anche molto acuto, a carico del tallone), gonfiore lungo la guaina tendinea (paratenon), vicino al calcagno, e rigidità della caviglia. Per gli sportivi solitamente la causa della tendinopatia è l’eccessivo stress meccanico, a volte accoppiato a fattori congeniti (eccessiva pronazione del piede, supinazione), sovrappeso corporeo, una muscolatura insufficiente.

Fascite plantare – Processo infiammatorio a carico del cosiddetto legamento arcuato, altrimenti noto come aponeurosi plantare o fascia plantare.

Metatarsalgia – Patologia dolorosa dell’avampiede determinata da un alterato appoggio delle ossa del piede al suolo, per cui si determina una distribuzione patologica del peso del corpo sui metatarsi, con la formazione di callosità sulla pianta dell’avampiede.

Fratture da stress – Le fratture da stress sono piccole fratture (rotture) incomplete delle ossa dovute a sollecitazioni ripetute più che a un vero e proprio trauma. Il dolore si manifesta quando si esercita un carico e peggiora gradualmente.

Sindrome femoro-rotulea – La sindrome femoro-rotulea è un processo flogistico, cioè infiammatorio, dovuto a un eccessivo attrito tra la regione posteriore della rotula e la regione terminale del femore.

Distorsioni – La distorsione è un danno a un’articolazione provocata da un trauma con allungamento o rottura dei legamenti. 

Dott. Sbaffo Elia

Dott. Sbaffo Elia

Fisioterapia

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